sviluppo

Come tutta l’Italia, anche Alessandria ha assoluto bisogno di un nuovo ceto dirigente, che torni a respirare insieme alla città. Avremo molto tempo per parlare di programmi e proposte, ma non serve parlare di politiche e di idee se non si cambiano le persone. Dobbiamo lanciare alla città, quindi a tutti noi, una grande sfida di sviluppo e di moralità, di serietà e di sobrietà, di cultura e di comunità: ricominciare da capo, cioè tornare ai pochi, grandi valori di base.
Nella morale pubblica, dobbiamo ritrovare il valore del patto fra cittadini; e quello del patto fra cittadini e stato. Senso della comunità e dello stato non sono cose per incalliti moralisti: l’etica conviene, cioè produce ricchezza per tutti e non solo per pochi, migliori relazioni umane, processi di sviluppo larghi, solidi e duraturi nel tempo: “perché i successi commerciali sono la naturale conseguenza di un comportamento etico… Soprattutto, esso crea una cultura del rispetto contagiosa” (Piero Greppi).
Il trinomio cultura-sviluppo-legalità deve essere il fondamento dell’Alessandria futura: una grande città euromediterranea, capace di inserirsi pienamente nelle correnti della Nuova Europa e nel nuovo vento del vecchio, grande Mare che tornerà ad essere un grande mercato pieno di valori: di democrazia, di cultura, di ricchezza per tutti. Una città aperta, quindi: al suo interno e all’esterno; una città che torni a riflettere e parlare di se stessa; e che sappia parlare agli altri, al nuovo mondo che sta nascendo.

Parise Per Alessandria